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Trasferimento
ai comuni delle funzioni relative alla polizia idraulica
concernenti il reticolo idrico minore secondo quanto previsto
dalla D.G.R. n° 7/13950 del 2003
Le
Amministrazioni comunali devono adempiere alle funzioni relative
alle attività di "polizia idraulica", intesa
come attività di controllo degli interventi di gestione e
trasformazione del demanio idrico e del suolo in fregio ai corpi
idrici, concernenti il reticolo idrico minore di propria
competenza individuato secondo i criteri espressi dalla D.G.R. n°
7/13950 del 2003 i quali precisano inoltre che l'individuazione
delle fasce di rispetto dei corpi idrici attribuiti al reticolo
idrico minore dovrà prioritariamente essere condotta sulla
base degli studi svolti ai sensi della L.R. n° 12 dell'11
marzo 2005.
Ciascuna
Amministrazione comunale deve quindi dotarsi di apposito
elaborato tecnico costituito da una parte cartografica, con
l'indicazione del reticolo idraulico e delle relative fasce di
rispetto, e da una parte normativa con l'indicazione delle
attività vietate o soggette ad autorizzazione idraulica
e/o concessione all'interno delle fasce di rispetto. Poiché
le distanze di rispetto dei corpi idrici superficiali attualmente
definite secondo le norme previste dal R.D. 523/1904 possono
essere derogate solo se previsto da discipline locali, da
intendersi anche quali norme urbanistiche vigenti a livello
comunale, gli elaborati tecnici prodotti dovranno essere oggetto
di apposita variante allo strumento urbanistico e il regolamento
di polizia idraulica con le relative conseguenti prescrizioni
deve essere assunto nelle N.T.A. del P.R.U.G.
In
conformità a quanto espressamente previsto in merito dalla
direttiva D.G.R. 25 gennaio 2002 n. 7/7868 i contenuti degli
Studi Tecnici per l'individuazione e definizione del reticolo
idrico minore di competenza comunale e la definizione delle
relative fasce di rispetto predisposti da inGeo possono
essere come di seguito sintetizzati:
Raccolta
e analisi della documentazione cartografica ufficiale e storica
relativa al territorio in oggetto (mappe catastali, serie
storica areofotogrammetrici, C.T.R., topografia I.G.M.);
Ricerca
bibliografica ed analisi critica dei dati idrologici e idraulici
esistenti e delle segnalazioni/indicazioni dell'UTC
relativamente a fenomeni di dissesto/esondazione pregressi
nonché della documentazione tecnica relativa ad
interventi eseguiti su alvei ed argini dei corsi d'acqua;
Rilievo
di dettaglio dei luoghi per la definizione delle caratteristiche
idrologiche ed idrauliche dei corsi d'acqua attribuiti al
reticolo minore, l'individuazione di eventuali punti critici al
deflusso idrico, di aree interessabili da fenomeni erosivi, di
eventuali zone di divagazione ed esondazione delle acque
superficiali;
Definizione
dei corpi idrici attribuibili al reticolo idrico minore e
individuazione delle fasce di rispetto sulla base di specifico
studio idrologico - idraulico comprendente la determinazione
della portata di massima piena dei corsi d'acqua e la verifica
della capacità di smaltimento delle acque lungo sezioni
d'alveo tipo ed in corrispondenza dei punti critici al deflusso;
Riporto
sulla cartografia comunale delle fasce di rispetto fluviale
conseguenti ad altre eventuali disposizioni normative, con
particolare riguardo alle fasce fluviali contenute nel Piano di
Assetto Idrogeologico - P.A.I.;
Predisposizione
di relazione tecnico-descrittiva e degli elaborati cartografici
relativi a tutto l'ambito comunale a scala 1:10.000/1:5.000
riportante il reticolo idraulico minore e le relative fasce di
rispetto con dettaglio a scala 1:2.000 relativamente agli ambiti
urbanizzati;
Predisposizione
di bozza del regolamento di polizia idraulica comunale per la
gestione delle attività vietate o soggette ad
autorizzazione e/o concessione nell'ambito delle fasce di
rispetto individuate e la determinazione dei relativi canoni di
riscossione;
Assistenza
alle successive fasi di confronto e verifica con le strutture
Regionali competenti (S.T.E.R.);
Applicazione
del Piano Stralcio per l'Assetto idrogeologico del fiume Po (PAI)
in campo urbanistico
L'approvazione
del Piano Stralcio per l'Assetto idrogeologico del fiume Po
(PAI), comportando effetti immediati in termini di indirizzi e
limitazioni all'uso del suolo, determina la necessità per
le Amministrazioni Comunali di avviare le procedure di
adeguamento degli strumenti urbanistici alle norme di attuazione
del PAI sia per l'assetto della rete idrografica e dei versanti
sia per le fasce fluviali.
Assetto
della rete idrografica e dei versanti In
sede di formazione e adozione degli strumenti urbanistici
generali e di loro varianti i comuni sono tenuti a conformare le
loro previsioni con le condizioni di dissesto reale o potenziale
presenti sul proprio territorio secondo le modalità e i
criteri delle N.T.A. del PAI. In particolare le verifiche di
compatibilità idraulica e idrogeologica condotte secondo
le direttive della L.R. n°12/2005 sono da considerarsi
adeguate e conformi rispetto a quanto richiesto dal PAI.
Fasce
Fluviali I comuni nei cui territori ricadono aree
classificate come Fascia Fluviale A, B o C dovranno adeguare gli
strumenti urbanistici tracciando le Fasce alla scala dello
strumento urbanistico, recependo le norme di limitazione d'uso
previste dal PAI e modificando le previsioni degli strumenti
urbanistici in contrasto con le delimitazioni delle Fasce
Fluviali e delle rispettive Norme. Inoltre i comuni nei quali
ricadono aree classificate come "limite di progetto tra la
Fascia B e la Fascia C" e/o aree classificate come Fascia A
e B ricadenti all'interno di centri edificati, sono tenuti a
valutare le condizioni di rischio nelle aree inondabili secondo
gli appositi metodi di valutazione indicati nella "Direttiva
PAI" approvata dalla D.G.R. n° 7/7365, i quali
comportano tra l'altro la modellazione in moto permanente
utilizzando le portate della Direttiva "Piena di progetto"
per il tracciamento della Fascia B secondo le metodologie di
calcolo della Direttiva "Verifica di compatibilità
idraulica delle infrastrutture pubbliche in Fascia A e B".
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